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MElt - Lorenzo Papanti

A digital space is made up of empty 3D triangulations, colored by textures. Digital reality is simply a numerical sequence that identifies the vertices of the geometries and returns a projection of them in our real world. The two worlds cannot coexist: even in the most advanced systems, the two realities interface only through partial projections (monitors, AR, VR devices), they cannot be mixed.
The only real tool, the technology capable of connecting the two worlds, is empathy. We recognize a digital skin, we assign an identity to the body: an oscillating surface evokes a sea, while the mangled figure is subject to decomposition. We can suffer for it. We can even accept the seemingly illogical but coherent reality in the space of its nature.

Uno spazio digitale è costituito da vuote triangolazioni 3d, colorate da texture. La realtà digitale è riconducibile ad una sequenza numerica che individua i vertici delle geometrie e ne restituisce una proiezione nel nostro mondo reale. Non possono coesistere: anche nei più avanzati sistemi, le due realtà si interfacciano solamente tramite proiezioni parziali (monitor, devices AR, VR...), non si possono mischiare.
L'unico vero strumento, la tecnologia capace di connettere i due mondi, è l'empatia. Riconosciamo una pelle digitale, assegniamo un'identità al corpo: una superficie oscillante evoca un mare, mentre la figura straziata è soggetta a una decomposizione. Possiamo soffrire per essa. Possiamo perfino accettare la realtà apparentemente illogica, ma coerente, nello spazio della sua natura.

© Lorenzo Papanti - 2019